
La Legge di Bilancio 2026, approvata in via definitiva, introduce una serie di modifiche fiscali di grande impatto che riguardano persone fisiche, imprese, professionisti, soci e holding.
Non si tratta solo di aliquote o agevolazioni, ma di un cambio di impostazione del sistema fiscale, sempre più orientato a selezionare i benefici e rafforzare i controlli.
Comprendere per tempo queste novità è essenziale per evitare errori, cogliere opportunità e pianificare correttamente il 2026.

Le novità IRPEF e l’impatto sui redditi delle persone fisiche
Uno degli interventi più visibili riguarda l’IRPEF. La riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33% porta un beneficio apparente ai redditi medio-alti, ma questo effetto viene in parte compensato dal ridimensionamento delle detrazioni per i contribuenti con redditi complessivi elevati. In particolare, per chi supera determinate soglie di reddito, il carico fiscale complessivo può addirittura aumentare se non correttamente pianificato.
Accanto a ciò, il legislatore ha confermato una serie di regimi agevolati legati al lavoro dipendente, come la tassazione sostitutiva su premi di risultato, straordinari e incrementi contrattuali. Misure che possono risultare vantaggiose, ma che richiedono una corretta applicazione da parte del datore di lavoro e una verifica puntuale in dichiarazione.
Immobili e locazioni: cambiano le regole del gioco
Il settore immobiliare è uno di quelli maggiormente interessati dalla riforma. Dal 2026 la cedolare secca sulle locazioni brevi non è più liberamente applicabile, ma viene limitata a un numero ridotto di immobili. Superata tale soglia, l’attività di locazione viene automaticamente qualificata come imprenditoriale, con conseguenze rilevanti in termini di IVA, imposte dirette e adempimenti contabili.
Anche sul fronte delle ristrutturazioni edilizie il quadro si fa più selettivo. I bonus restano, ma con aliquote ridotte e tetti di spesa più contenuti. Questo rende indispensabile una valutazione preventiva della convenienza degli interventi e della reale capacità di assorbire le detrazioni nel tempo.
Imprese e professionisti: più attenzione a bilanci e pianificazione
Per imprese e professionisti la Legge di Bilancio 2026 introduce regole che incidono direttamente sulla struttura dei bilanci. Le plusvalenze su beni strumentali tendono a essere tassate in modo più immediato, mentre vengono limitate nel tempo alcune deduzioni fiscali legate ad avviamento, crediti e componenti straordinarie.
Allo stesso tempo, il legislatore ha riaperto alcune finestre di pianificazione, come l’assegnazione agevolata dei beni ai soci e l’estromissione degli immobili dalle imprese individuali. Opportunità che possono risultare estremamente vantaggiose, ma solo se inserite in una strategia coerente e non improvvisata.
Dividendi e holding: un nuovo approccio più selettivo
Uno dei cambiamenti più incisivi riguarda la tassazione dei dividendi e delle partecipazioni. Dal 2026 i regimi di esenzione e le ritenute ridotte non sono più generalizzati, ma riservati a partecipazioni che superano determinate soglie quantitative. Questo comporta un impatto diretto su molte holding familiari e su strutture societarie costruite negli anni per ottimizzare la fiscalità.
In assenza di una revisione preventiva, il rischio è quello di trovarsi improvvisamente esposti a una tassazione molto più elevata rispetto al passato.
Controlli fiscali e riscossione: meno spazio agli errori
La manovra rafforza in modo evidente l’azione di controllo dell’Agenzia delle Entrate. L’utilizzo massivo dei dati delle fatture elettroniche consente all’Amministrazione finanziaria di intervenire in modo automatico, soprattutto nei casi di omessa dichiarazione IVA. Parallelamente viene introdotta una nuova definizione agevolata dei carichi fiscali pregressi, che può rappresentare un’occasione per chi ha posizioni pendenti.
Il messaggio è chiaro: la compliance preventiva diventa sempre più centrale.
Perché oggi la consulenza fiscale non è un costo ma un investimento
La Legge di Bilancio 2026 premia chi pianifica e penalizza chi subisce passivamente le regole. Affidarsi a un commercialista non significa solo “fare le dichiarazioni”, ma costruire una strategia che tenga conto di redditi, patrimonio, attività economiche e obiettivi futuri.
Un’analisi tempestiva consente di prevenire contestazioni, ridurre il carico fiscale nel rispetto della normativa e affrontare con maggiore serenità eventuali controlli.
Il supporto dello Studio Girardi & Associati
Lo Studio Girardi & Associati affianca privati, professionisti e imprese nella gestione delle novità fiscali, offrendo consulenza mirata su pianificazione fiscale, immobili, holding e strutture societarie. L’approccio è concreto, personalizzato e orientato alla prevenzione del rischio.


