Entro il 31 marzo 2026, le ultime categorie di imprese rimaste escluse dai precedenti termini dovranno mettersi in regola con l’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali.

Immagina di subire un danno da alluvione o terremoto e scoprire che non solo non verrai risarcito, ma che la tua azienda è stata esclusa da ogni contributo pubblico perché ti mancava la stipula della polizza nei termini previsti dalla normativa.

Se operi nel turismo, nella ristorazione o nella pesca, il tempo delle proroghe è finito: il 31 marzo 2026 è la tua “ultima chiamata”.

 3 novità da sapere per mettere in regola la tua impresa

Se la tua attività rientra tra le micro o piccole imprese dei settori turismo e somministrazione (Bar, Ristoranti, Hotel) o se operi nella pesca, devi avere una polizza attiva entro la fine di questo mese.

1. Chi deve preoccuparsi?

  • micro e piccole imprese (meno di 50 dipendenti e fatturato sotto i 10 milioni €) che operano nella somministrazione di alimenti e bevande (bar, ristoranti) e nel settore turistico-ricettivo (hotel, B&B, strutture extralberghiere).
  • tutte le imprese operanti nei settori della pesca e dell’acquacoltura, indipendentemente dalla loro dimensione.

Per tutte le altre categorie di imprese, l’obbligo è tecnicamente già scattato all’inizio del 2026.

2. Quali beni vanno coperti?

La polizza deve coprire i danni causati da calamità naturali (terremoti, alluvioni, frane, inondazioni) ai beni materiali strumentali all’attività, ovvero:

  1. Terreni e fabbricati;
  2. Impianti e macchinari;
  3. Attrezzature industriali e commerciali.

La risposta del professionista ad un dubbio frequente: “E se sono in affitto?”

L’obbligo ricade su chi utilizza i beni, la responsabilità della stipula rimane quindi sull’utilizzatore dei beni. Se la tua impresa opera in un immobile in locazione o leasing, sei tenuto a verificare la copertura. Se il proprietario ha già una polizza che copre questi rischi, non serve stipularne una nuova, ma è fondamentale coordinarsi e conservare la documentazione.

3. Cosa rischi davvero se ignori la scadenza?

Al momento non sono previste sanzioni pecuniarie dirette. Tuttavia, l’assenza della copertura assicurativa comporta rischi gravissimi:

  • Esclusione dai contributi: L’assenza della polizza viene valutata negativamente (o come causa di esclusione) per l’accesso a finanziamenti, agevolazioni e contributi pubblici.
  • Niente ristori statali: In caso di evento catastrofale, le imprese non assicurate potrebbero non avere diritto ai risarcimenti o ai fondi di emergenza stanziati dallo Stato.

Cosa devi assolutamente fare adesso!

  1. Controlla le polizze attive: Verifica se la tua attuale copertura assicurativa sia stata estesa anche alle calamità naturali come terremoti e alluvioni.
  2. Parla con il proprietario delle mura: Se sei in affitto, coordinatevi per evitare di pagare due volte per lo stesso rischio.
  3. Parla con il tuo agente assicurativo per verificare la necessità di un’eventuale estensione.

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