Nella mentalità dell’imprenditore odierno l’indice di riferimento chiave è sempre e soltanto “il fatturato”, nel mercato attuale tuttavia questo fattore risulta piuttosto obsoleto e inadeguato. L’imprenditore che vuole far davvero crescere la sua azienda deve sempre avere come parametro di riferimento il Margine Operativo Lordo (MOL), questo indice permette all’imprenditore di capire quanta “ricchezza” effettivamente produce la sua azienda prima che intervengono tasse, ammortamenti e interessi bancari (conosciuto internazionalmente come EBITDA).

Nel mercato di oggi di fatto è anche il parametro di riferimento utilizzato nelle compravendite e nelle valutazioni di qualsiasi realtà aziendale indipendentemente dalla dimensione della stessa.

Aumento del fatturato, e la redditività?

La crescita del fatturato non significa automaticamente crescita dei profitti della tua realtà aziendale: un incremento dei ricavi grazie ad un aumento delle vendite potrebbe comunque erodere la marginalità dell’impresa e non portare al risultato sperato nel caso in cui non vengano analizzati i relativi aumenti dei costi.

È proprio per questo che per un imprenditore che vuole crescere risulta fondamentale analizzare non il “quantum” ovvero la quantità dell’incremento dei ricavi ma come essi si generano, attraverso quali costi, ed è proprio grazie ad un controllo di gestione integrato che è possibile trasformare dei numeri in decisioni che consentono la crescita dell’azienda.

Il controllo dei costi come chiave per la redditività dell’impresa

Analizzare la marginalità di un prodotto permette all’imprenditore di individuare quali siano i prodotti venduti che generano un maggior profitto e di individuare quali invece assorbono risorse senza un adeguato ritorno economico. Questa analisi permette all’imprenditore di orientare il proprio sguardo nell’implementazione dei settori produttivi di reddito e che permettono creazione di valore all’azienda.

Con un controllo di gestione ben impostato si può:

  • distinguire i prodotti più redditizi
  • capire quali commesse producono utile e quali no
  • quali costi diretti e indiretti erodono il margine

Questa analisi approfondita ti consente di ottimizzare i prezzi, rivedere listini e condizioni di vendita e spingere sulle linee più profittevoli anziché rincorrere fatturati più alti ma che non generano utile corrispondente.

Un altro aspetto fondamentale è l’analisi della marginalità reale. Non tutte le vendite contribuiscono allo stesso modo ai risultati dell’azienda. Un controllo di gestione ben strutturato permette di distinguere tra prodotti più redditizi e meno redditizi, clienti che assorbono risorse e quelli che generano margine. Questo consente di ottimizzare prezzi, listini e condizioni commerciali, concentrandosi sulle attività più profittevoli.

Step pratici per aumentare i tuoi margini: 5 passi da seguire

La solidità di un’impresa non si misura solo dal fatturato, ma dalla sua capacità di generare marginalità reale. Per un imprenditore, il controllo di gestione e dei costi aziendali non deve essere percepito come un mero obbligo burocratico, bensì come la bussola strategica per guidare lo sviluppo aziendale.

Ecco cinque passi operativi per monitorare i flussi finanziari e proteggere gli utili della tua attività.

1. Riclassificare analiticamente i costi

Il primo step è quello di riuscire a distinguere tra i costi fissi e costi variabili.

Mentre i costi fissi rappresentano la struttura e la rigidità dell’azienda, i costi variabili ne indicano la reattività al mercato. Mappare queste voci consente all’imprenditore di individuare quali prodotti e risorse prosciugano la liquidità senza generare alcun valore aggiunto.

2. Individuare ed eliminare i costi “nascosti”

Dopo aver suddiviso i costi è possibile proseguire con l’analisi del margine di contribuzione, l’obiettivo è identificare dove i costi variabili (materiali, logistica, ore uomo dedicate) superano o saturano il prezzo di vendita. Qualora si identifichino attività il cui assorbimento di risorse pregiudichi l’equilibrio economico, si rende necessario un intervento di dismissione o outsourcing. L’obiettivo è lo sblocco di asset e liquidità da reinvestire in business unit dotate di un moltiplicatore di valore superiore, garantendo così una crescita sostenibile nel lungo periodo.

3. Controllare periodicamente gli scostamenti

La comparazione sistematica, su base mensile, tra i valori di budget e i dati consuntivi permette una rilevazione tempestiva delle varianze economiche. L’analisi degli scostamenti consente all’imprenditore di prendere in tempo decisioni fondamentali: ad un aumento dei costi delle materie prime è possibile rispondere con una negoziazione strategica dei contratti di fornitura, una forza lavoro in essere eccessiva rispetto alle vendite consente una revisione dei processi operativi interni.

4. Ottimizzare le performance e la marginalità attraverso l’utilizzo degli Indicatori di Performance aziendali (KPI)

Attraverso gli Indicatori di Performance (KPI) è possibile monitorare ed  individuare esattamente dove l’azienda sta perdendo efficienza. Occorre individuare gli indicatori più significativi per la propria impresa, ad esempio i costi energetici o la percentuale di scarto sulla produzione e monitorare l’l’impatto di ogni singola voce di spesa sulla formazione del Margine Operativo Lordo (EBITDA).

L’EBITDA è l’indicatore principale utilizzato dalle banche e dagli investitori per valutare un’azienda.

5. Ottimizzare e ridurre i costi per aumentare effettivamente la marginalità

Per un imprenditore è fondamentale comprendere che un euro risparmiato ha un peso specifico molto superiore a un euro incassato. Sebbene la crescita del fatturato sia l’obiettivo visibile, la contrazione dei costi è il motore invisibile ma più potente della redditività.

Mentre l’incremento di fatturato spesso richiede investimenti (marketing, espansione della forza vendita, maggiori scorte), la riduzione dei costi libera liquidità già presente in azienda.

L’esperienza dello Studio Girardi & Associati per l’analisi della tua marginalità

Lo Studio Girardi e Associati, studio associato di commercialisti con sede a Firenze, opera da oltre 40 anni al fianco di imprenditori, professionisti e privati, offrendo consulenza specializzata e che si adatti alle singole esigenze.

 Una corretta riclassificazione dei costi guidata da professionisti esperti permette di individuare detrazioni e agevolazioni che spesso sfuggono in una gestione meno strutturata. Lo Studio aiuta l’imprenditore a interpretare i costi come variabili fiscali da ottimizzare.